Ostriche & Crudi

Plateau di crudi: in quale ordine assaggiare ostriche, crostacei e tartare per non rovinarsi il palato

Un plateau di crudi cambia completamente se si parte dai sapori più intensi: un ordine ragionato aiuta a distinguere salinità, dolcezza, consistenza e condimenti.

Plateau di frutti di mare con crostacei e ostriche
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Davanti a un plateau di crudi la tentazione è iniziare dall’elemento più scenografico. Dal punto di vista sensoriale, però, conviene fare l’opposto: partire dai sapori più puliti e delicati e lasciare alla fine preparazioni condite, speziate o molto grasse. Non è una regola di galateo ma un modo semplice per evitare che limone, salse o tartare intense coprano ostriche e crostacei.

1. Ostriche naturali, prima di tutto

Se il plateau comprende ostriche servite senza condimenti, sono un buon punto di partenza. Temperatura, salinità, consistenza e finale si percepiscono meglio quando il palato non è già stato attraversato da agrumi, pepe o marinature. Assaggiarne una “nuda” consente anche di capire se si vuole aggiungere qualcosa alle successive.

2. Crostacei dolci e poco conditi

Gamberi, scampi o altri crostacei crudi hanno spesso una dolcezza naturale più evidente delle ostriche. Dopo il passaggio salino del mollusco, il contrasto diventa leggibile. Se sono accompagnati da salse, conviene usarle poco all’inizio e aumentare solo dopo aver capito il prodotto.

3. Carpacci e pesci dal gusto lineare

Fettine sottili di ricciola, spigola o altri pesci possono venire dopo i crostacei, soprattutto quando il condimento è leggero. Olio, sale e acidità non dovrebbero diventare il primo gusto percepito. Più la preparazione è marinata, più ha senso spostarla verso la fine.

4. Tartare e preparazioni più condite

Tartare con capperi, senape, agrumi, erbe, salse o elementi piccanti hanno una persistenza maggiore. Se arrivano per prime, rischiano di appiattire tutto ciò che segue. Concludere con queste preparazioni permette invece di aumentare gradualmente l’intensità.

Cosa tenere a mente

L’ordine di degustazione non cambia le regole di sicurezza. Il pesce crudo comporta rischi microbiologici e parassitari: FDA ricorda che la cottura resta il metodo più sicuro e che il congelamento può ridurre il rischio di alcuni parassiti ma non elimina tutti i microrganismi. Persone in gravidanza, anziani, bambini e immunodepressi dovrebbero attenersi alle raccomandazioni sanitarie specifiche.

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Il plateau migliore non è quello con più elementi, ma quello in cui ogni elemento riesce a farsi capire. Ostriche semplici, crostacei, pesci delicati e infine tartare/condimenti intensi è una progressione sensata. Dopo, si può ricominciare liberamente: la prima sequenza serve solo a dare a ogni prodotto una possibilità di essere davvero percepito.